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Finito

Fred Vargas - L’uomo dei cerchi azzurri

thephoblographer:

Hasselblad’s Medium Format H5D-50C Gets WiFi Upgrade

Earlier this year, Hasselblad launched the H5D-50C medium format camera system with a CMOS sensor. But at Photokina 2014, the company is already announcing what they’re calling an upgrade but that we’re saying is more of a variant.

<3

Capellati di fresco! #rebecca

#mazzanta

Orientativamente… #livorno #punticardinali

Prima di disboscare, pensiamo al pranzo… #gualda #zia #tagliatellefatteincasa

Prima di disboscare, pensiamo al pranzo… #gualda #zia #tagliatellefatteincasa

I sound my barbaric yawp over the rooftops of the world.

Walt Whitman

CIRANO
[…]- …Sabato, ventisei, di un colpo inopinato,
il sir di Bergerac è morto assassinato.
(si scopre, lasciando vedere il capo tutto avvolto di bende)
ROSSANA
Che dice mai? – Cirano! – Da tante bende stretto…
che v’han fatto? Perché?
CIRANO
«Cader la punta al petto,
con un colpo di spada, da un pari eroe ferito?»
– Quest’io dicevo!… Il mio destino m’ha schernito!…
E mi uccide, alle spalle, in un tranello indegno,
per opera di un servo, un troncone di legno.
Benissimo. Avrò tutto mancato, anche la morte?
RAGUENEAU
Signore!
CIRANO
Ragueneau, non pianger così forte!…
(gli stende la mano)
Qual è ora, mio buon collega, il tuo mestiere?
RAGUENEAU (lagrimando)
Smoccolo… le candele al teatro «Molière».
CIRANO
Molière!
RAGUENEAU
Ma vo via diman, sono indignato.
Ieri, nello «Scapin», vidi che vi han rubato
tutta una scena!
LE BRET
Tutta!
RAGUENEAU
Sissignore, il famoso
«Ma che diavolo andava a fare?…»
LE BRET
Il glorioso
Molière ti ha plagiato?
CIRANO
Silenzio! Egli ha ben fatto!…
(a Ragueneau)
E la scena produsse molto effetto?
RAGUENEAU (singhiozzando)
Ah, che scatto
d’ilarità, signore!
CIRANO
Ecco il destino mio:
far da suggeritore, – e meritar l’oblio!
(a Rossana)
Ricordate la sera in cui nell’ombra nera
Cristiano vi parlò? È tutta in quella sera
la mia vita. Ed intanto che in fondo io son restato,
altri a cogliere il bacio della gloria è montato!
È giusto, ed io consento sull’orlo dell’avello
che Molière ha genio, che Cristiano era bello!
(Suona la campana: si vedono passare,
in fondo le suore che vanno all’ufficio.)

Che vadano a pregare come vuol la campana!
ROSSANA (per chiamare)
SorelIa, qua, sorella.

(le suore sono entrate nella cappella, suona l’organo)

CIRANO (trattenendola)
Non chiamate, Rossana.
Non mi ritrovereste, al ritorno; ci siamo.
Sol mi mancava appunto questa musica…
ROSSANA
Io vi amo, vivete!
CIRANO
Ahi, nella favola solamente si dice
che, udendo dirsi: io t’amo, il principe infelice,
fuse la sua bruttezza il sol delle parole.
Ma tu t’accorgeresti che per me non v’è sole!
ROSSANA
Io vi resi infelice! Io!
CIRANO
Voi? Di tutte ignaro
dolcezze femminili, non alla madre caro,
privo d’una sorella, cresciuto nel terrore
dell’amante dall’occhio sarcastico, il mio core
per voi ebbe un’amica, almeno. Voi faceste
passar nella mia vita il fruscio di una veste.
LE BRET (mostrandogli il chiaro di luna che attraversa le rame)
E l’altra amica tua, ti reca il suo saluto.
CIRANO (sorridendo alla luna)
Vedo.
ROSSANA
Un essere solo amavo, e l’ho perduto
due volte!
CIRANO
Io monterò nell’opalina luna,
Le Bret, senza il soccorso di macchina veruna.
ROSSANA
Che dite?
CIRANO
Sì, lassù, ve lo dico io,
mi manderanno a fare il paradiso mio.
Più di un’anima cara esser vi de’ in esilio,
troverò Galileo con Socrate a concilio.
LE BRET (ribellandosi)
No! no! Sarebbe troppo stupido, troppo ingiusto!
Un tal poeta! Un cuor così grande, sì augusto
morir così… Morire!…
CIRANO
Su, brontolone!
LE BRET (scoppia a piangere)
Oh, amico!
CIRANO (alzandosi, gli occhi smarriti)
Questi sono i cadetti di Guascogna!… – Sì, dico…
La massa elementare… Eh, sì… Ma questo è il punto!
LE BRET
La sua scienza!
CIRANO
Copernico ci lasciò detto appunto…
ROSSANA
Ahimè!
CIRANO
Ma che diavolo, andava a far, che c’era,
che mai ci andava a fare egli in quella galera?
Astronomo, filosofo eccellente.
Musico, spadaccino, rimatore,
Del ciel viaggiatore
Gran maestro di tic-tac.
Amante – non per sé- molto eloquente
Qui riposa Cirano
Ercole Saviniano
Signor di Bergerac,
Che in vita sua fu tutto e non fu niente!»
Io me ne vo… Scusate: non può essa aspettarmi.
il raggio della luna, ecco, viene a chiamarmi.
(ricade, il pianto di Rossana lo richiama alla realtà:
egli la guarda, e carezzandole i veli)
Io non vo’ che tu pianga meno il tuo seducente,
il buono, il bel Cristiano. Io voglio solamente
che, quando le mie vertebre avrà dóme il gran gelo,
un duplice tu dia senso al tuo nero velo,
e che il suo lutto sia anche un poco il mio lutto.
ROSSANA
Io vi giuro!…
CIRANO (scosso da un lungo fremito, si rialza subito)
Non qui seduto, non del tutto
dómo.

(Vogliono sorreggerlo.)

Niun mi regga!…
(addossandosi all’albero)
L’albero basterà.
(pausa)
Ella viene. I miei piedi già son di marmo.
Già ho di piombo le mani.
(raggiante)
Ma poi ch’è per la strada,
voglio aspettarla in piedi…
(tirando la spada)
E con in man la spada!
LE BRET
Cirano!
ROSSANA (che quasi vien meno)
Ahimè, Cirano!

(Tutti indietreggiano spaventati.)

CIRANO
Ella guarda…Mi pare…
che la Camusa ardisca il mio naso guardare!
(levando la spada)
Che dite?… È vana… so… la resistenza adesso,
ma non si pugna nella speranza del successo!
No, no: più bello è battersi quando è invano. – Qual fosco
drappello è lì? – Son mille… Ah, sì, vi riconosco,
vecchi nemici miei, siete tutti colà!
La Menzogna?
(tirando colpi nel vuoto)
Ecco, prendi!… Ecco, ecco la Viltà
ed ecco i Compromessi, i Pregiudizi!
(tirando puntate)
Che io venga a patti? Mai! – Ed eccoti anche te,
Stoltezza! – Io so che alfine sarò da voi disfatto;
ma non monta: io mi batto, io mi batto, io mi batto.
(fa immensi molinelli con la spada. Poi si ferma affannoso)
Voi mi strappate tutto, tutto: il lauro e la rosa!
Strappate pur! Malgrado vostro, c’è qualche cosa
ch’io mi porto (e stasera, quando in cielo entrerò),
fiero l’azzurra soglia salutarne io potrò);
ch’io porto meco, senza piega né macchia, a Dio,
vostro malgrado…
(si slancia, la spada levata)

(La spada gli cade di mano, egli barcolla e cade nelle braccia di Le Bret e Ragueneau)

ROSSANA (piegandosi sopra di lui e baciandogli la fronte)
Ed è…?
CIRANO (riapre gli occhi, la riconosce, e sorridendo dice)
Il pennacchio mio!

(muore)

E. Rostand - Cyrano de Bergerac

Facile

Un bambino risponde “grazie” perché ha sentito che è il tuo modo di replicare a una gentilezza, non perché gli insegni a dirlo.
Un bambino si muove sicuro nello spazio quando è consapevole che tu non lo trattieni, ma che sei lì nel caso lui abbia bisogno di te.
Un bambino quando si fa male piange molto di più se percepisce la tua paura.
Un bambino è un essere pensante, pieno di dignità, di orgoglio, di desiderio di autonomia, non sostituirti a lui, ricorda che la sua implicita richiesta è “aiutami a fare da solo”.
Quando un bambino cade correndo e tu gli avevi appena detto di muoversi piano su quel terreno scivoloso, ha comunque bisogno di essere abbracciato e rassicurato; punirlo è un gesto crudele, purtroppo sono molte le madri che infieriscono in quei momenti. Avrai modo più tardi di spiegargli l’importanza del darti ascolto, soprattutto in situazioni che possono diventare pericolose. Lui capirà.
Un bambino non apre un libro perché riceve un’imposizione (quello è il modo più efficace per fargli detestare la lettura), ma perché è spinto dalla curiosità di capire cosa ci sia di tanto meraviglioso nell’oggetto che voi tenete sempre in mano con quell’aria soddisfatta.
Un bambino crede nelle fate se ci credi anche tu.
Un bambino ha fiducia nell’amore quando cresce in un esempio di amore, anche se la coppia con cui vive non è quella dei suoi genitori. L’ipocrisia dello stare insieme per i figli alleva esseri umani terrorizzati dai sentimenti.
“Non sono nervosa, sei tu che mi rendi così” è una frase da non dire mai.
Un bambino sempre attivo è nella maggior parte dei casi un bambino pieno di energia che deve trovare uno sfogo, non è un paziente da curare con dei farmaci; provate a portarlo il più possibile nella natura.
Un bambino troppo pulito non è un bambino felice. La terra, il fango, la sabbia, le pozzanghere, gli animali, la neve, sono tutti elementi con cui lui vuole e deve entrare in contatto.
Un bambino che si veste da solo abbinando il rosso, l’azzurro e il giallo, non è malvestito ma è un bambino che sceglie secondo i propri gusti.
Un bambino pone sempre tante domande, ricorda che le tue parole sono importanti; meglio un “questo non lo so” se davvero non sai rispondere; quando ti arrampichi sugli specchi lui lo capisce e ti trova anche un po’ ridicola.
Inutile indossare un sorriso sul volto per celare la malinconia, il bambino percepisce il dolore, lo legge, attraverso la sua lente sensibile, nella luce velata dei tuoi occhi. Quando gli arrivano segnali contrastanti, resta confuso, spaventato, spiegagli perché sei triste, lui è dalla tua parte.
Un bambino merita sempre la verità, anche quando è difficile, vale la pena trovare il modo giusto per raccontare con delicatezza quello che accade utilizzando un linguaggio che lui possa comprendere.
Quando la vita è complicata, il bambino lo percepisce, e ha un gran bisogno di sentirsi dire che non è colpa sua.
Il bambino adora la confidenza, ma vuole una madre non un’amica.
Un bambino è il più potente miracolo che possiamo ricevere in dono, onoriamolo con cura.
«Non insegnate ai bambini la vostra morale è così stanca e malata potrebbe far male /…/ Non indicate per loro una via conosciuta ma se proprio volete insegnate soltanto la magia della vita /…/ Non insegnate ai bambini ma coltivate voi stessi il cuore e la mente, stategli sempre vicini, date fiducia all’amore il resto è niente». (Giorgio Gaber “Non insegnate ai bambini” )

Federica Morrone (http://www.anyoga.it/)

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